Un progetto che brilla di speranza! La testimonianza di Jessica, volontaria in Casa Famiglia
Erano anni che pensavo di fare volontariato internazionale, ma tra una cosa e l’altra non ero mai partita.
Recentemente la voglia di dedicare agli altri parte del mio tempo era diventata più forte e durante un mio precedente viaggio nelle Filippine, grazie al mio migliore amico, ho avuto modo di conoscere Isla ng Bata.
Da lì è partito tutto, ho fatto il corso per volontari a Roma, conoscendo meglio l’associazione ed incontrando altre persone accumunate dallo stesso desiderio di aiutare il prossimo, così mi sono convinta definitivamente a partire.
Il conflitto in Medio Oriente ha complicato le cose, ma la determinazione era troppa. Ho prenotato ugualmente i voli, iniziando da quel momento l’attesa della partenza, piena di entusiasmo e gioia, ma anche con un po’ di agitazione. Non sapevo esattamente cosa mi aspettasse e come sarebbe stato piombare in una casa piena di persone che non conoscevo, con le quali avrei dovuto convivere per giorni.
Giunta all’aeroporto di Damaguete, Francesco e Flora sono venuti a prendermi in un pulmino sgangherato insieme alle bambine di ritorno da scuola. La paura di non riuscire ad integrarmi pienamente ha immediatamente lasciato il posto ad una felicità che fatico a spiegare a parole: mi sono sentita parte di qualcosa di grande, di un progetto che fino a quel momento avevo solo immaginato nella mia testa, ma che all’istante, negli sguardi e nei sorrisi delle ragazze, ha preso concretezza, brillando di speranza.
Arrivata in casa, nei giorni successivi ho conosciuto il resto della “famiglia” (perché così l’ho vissuta nel mio periodo di permanenza), e grazie alla gentilezza e alla disponibilità di tutti, sono riuscita ad inserirmi con naturalezza, sentendomi subito e a mio agio.
Le giornate sono passate veloci, essendoci tante cose diverse da fare (aiuto in cucina, giardinaggio, attività con le bambine). Nonostante le molte attività, la serenità che mi trasmettevano le persone con cui interagivo e la bellezza dei momenti con le ragazze, non mi hanno fatto percepire la stanchezza.

Il momento della ripartenza, segnato dalla dolcissima canzone di saluto e da alcune lettere delle bambine (inevitabilmente accompagnate da qualche mia lacrimuccia), è stato sicuramente triste, ma anche pieno di gioia per avere vissuto questa meravigliosa esperienza, realizzando con i miei occhi che ci sono persone, come Francesco e Flora, che riescono a dare vita ai propri sogni, offrendo la possibilità di un futuro migliore a chi è meno fortunato per essere nato in un contesto piuttosto che in un altro.
Adesso sono in Italia e sono tornata alle comodità di sempre, ma la Casa famiglia, con tutti i suoi colori, mi manca, e confido di tornarci appena possibile.
Ti aspettiamo Jessica!
English version



